28 aprile 2014 | by La Redazione Sicilia
Filippo Occhipinti e Paolo Caracausi (IDV) scrivono al Sindaco Orlando sull’emergenza abitativa

Il gruppo consiliare di IDV al consiglio comunale di Palermo formato dai consiglieri Filippo Occhipinti e Paolo Caracausi ha fatto una lettera aperta (che riportiamo integralmente di seguito) al Sindaco Orlando sull’emergenza abitativa:    Egregio Sig. Sindaco, l’emergenza abitativa ha ormai da tempo raggiunto livelli non più tollerabili da una città civile, le ricordo che […]

Il gruppo consiliare di IDV al consiglio comunale di Palermo formato dai consiglieri Filippo Occhipinti e Paolo Caracausi ha fatto una lettera aperta (che riportiamo integralmente di seguito) al Sindaco Orlando sull’emergenza abitativa:

   Egregio Sig. Sindaco,

l’emergenza abitativa ha ormai da tempo raggiunto livelli non più tollerabili da una città civile, le ricordo che l’ultima assegnazione di un alloggio risale a oltre due anni fa. Le cause sono diverse . Non vogliamo, però, pensare che tra queste ci sia incapacità o, peggio, insensibilità ad affrontare un così grave problema sociale.Una emergenza che deve coinvolgere tutti senza bandiere o difese di parte. Non possiamo più stare a guardare. Il Comune ha il dovere di affrontare e risolvere il problema.La soluzione è li a portata di mano. E’ necessario che l’Amministrazione Comunale rilevi, e metta a disposizione, gli innumerevoli alloggi che l’Agenzia dei Beni Confiscati periodicamente mette a disposizione.

Signor  sindaco, le famiglie coinvolte sono in attesa da molti anni e sono sull’orlo della disperazione, che in alcuni casi è stato abbondantemente oltrepassata. Per questo ragione diventano sempre più frequenti le occupazioni di immobili vuoti. Il problema è risolvibile,  molto rapidamente,  e a costo zero per le casse del Comune con una visione unitaria degli attori coinvolti. L’Agenzia Nazionale dei beni confiscati, da noi interessata , ha più volte ribadito che è il Comune che non vuole assegnati i beni che gli vengono offerti. Il motivo? Perché il Comune li pretende  vuoti, mentre sono occupati. Ma questi occupanti non possono essere considerati come occupanti abusivi, cioè chi per disperazione rompe la porta e si impadronisce di un immobile. Un atto si da condannare ma sicuramente dettato dalla disperazione e dalla inerzia di un Comune che ha il dovere di trovare le soluzioni.

Ma pretendere vuoti i beni confiscati, sig. Sindaco, è un doppio grossolano errore.

Infatti,questi alloggi sono “occupati” da normalissime famiglie che a Palermo, le ricordo sono ben oltre 500. Fino ad ieri queste famiglie  erano considerate come regolari affittuari ; ma oggi, a causa di una discutibile applicazione della legge 159/2001 art 52, vengono  considerati occupanti e per questo stanno subendo una procedura di sfratto che  toglie loro serenità e determina una altra emergenza sociale sulla casa.

Questo è il primo errore.

Il secondo errore, invece, riguarda la perdita del consistente flusso di entrata che deriva dal  regolare affitto che queste famiglie hanno fin qui corrisposto, anche come indennità di occupazione.Perdere questa fonte di entrata mette a rischio la possibilità di risolvere il problema delle emergenza abitativa e la regolare manutenzione di tutto il patrimonio comunale.Infatti, queste nuove entrate per le casse comunali dovrebbero essere utilizzate per la manutenzione straordinaria e come fonte per ripagare un mutuo che il Comune dovrebbe contrarre per potere ristrutturare gli alloggi comunali da destinare alla emergenza abitativa ad oggi non utilizzabili perché  in pessime condizioni. A Palermo diverse sono le società immobiliari che sono state oggetto di confisca alla mafia, e che possiedono un cospicuo patrimonio immobiliare. Da questo  ricavano un flusso di entrate annua che è di svariati milioni di euro.

Signor Sindaco, si attivi immediatamente :

–          per avere assegnati i beni di queste società immobiliari, la più grande incassa  oltre sei milioni di euro anno;

–          affinché il ricavo venga utilizzato per ristrutturare gli alloggi già di proprietà del Comune di Palermo da destinare alla emergenza abitativa

Signor Sindaco non dimentichi però i dipendenti di queste società, sono 37 padri e madri di famiglia che vivono di questo reddito. Non possono essere lasciati senza un lavoro e utilizzando la legge sui beni confiscati venga garantito il loro lavoro. Si può, ad esempio, pensare ad una cooperativa dei lavoratori che gestisca per conto del Comune il cospicuo patrimonio immobiliare.

Infine, è arrivato il tempo , mai come in questo caso scaduto, di individuare un unico soggetto che si occupi dell’emergenza abitativa, del patrimonio comunale collegato e della sua necessaria ristrutturazione.

Un soggetto delegato solo per questa emergenza e  che non sia distratto da altri incarichi: un Assessore per l’emergenza abitativa.

Il problema non può più aspettare. La soluzione va trovata nel più breve tempo possibile.



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